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Stamira al
Vecchio Faro
La ricostruzione storica
dell'assedio
del 1173 e il rapporto tra
Ancona
e il suo personaggio più famoso
Teatro Sperimentale - INGRESSO LIBERO
Sabato 16 ottobre 2004, ore
16.30
Introduce: Prof. Fiorello
Gramillano, Presidente 1^
Circoscrizione
Con: Chiara Censi, Claudio Desideri, Terenzio Montesi, Sandro Censi,
Patrizia Falcioni
Presenta:
Carlo Ceccati
L'incontro sarà coordinato
da Claudio Desideri
L'incredibile storia dell'eroina
anconitana
Sabato 16 ottobre allo Sperimentale
STAMIRA: Quante volte abbiamo sentito
questo nome, quante volte lo abbiamo pronunciato. Sette lettere che hanno
il potere di riempire, a chi le pronuncia, la bocca ed il cuore. Non c'è
anconitano che non conosca la sua leggenda, non c'è anconitano che non
pensi alla sua storia senza provare orgoglio.
Orgoglio di avere nei geni un poco del suo
coraggio, della sua forza della sua caparbietà.
E chi meglio di lei potrebbe rappresentare
Ancona, una città essenziale e fiera, aperta alle altre culture ma nello
stesso tempo gelosa della propria identità; ospitale ma attenta alla sua
intimità; guai a chi vuole metterla alla prova, guai a chi attenta alla
sua libertà.
E Stamira è sinonimo di libertà, della
libertà anconitana, quella che non si è fermata dinnanzi al Barbarossa, ma
neanche di fronte agli austriaci nell'ottocento. E cosi è lei l'eroe più
famoso di Ancona, è lei che ha dato il nome a vie, e piazze, a navi e
associazioni, a statue e dipinti.
A questa eroina Il Vecchio Faro ha deciso
di dedicare un incontro, come è nel suo spirito, per scoprire il
personaggio, per conoscere la sua storia per ricordare come era Ancona nel
XII secolo. Un periodo in cui la città, alleata di Bisanzio doveva
difendersi dai Veneziani, da sempre antagonisti per l'Adriatico mare, e
da Cristiano di Magonza alleato, assieme ad Osimo, del Barbarossa.
La città era stremata dall'assedio, lo
hanno ricordato tutti gli storici e gli studiosi (da Boncompagno da Signa
a Lazzaro de Bernabei, a Giuliano Saracini, da Antonio Leoni ad Agostino
Peruzzi, da Cearisio Ciavarini a Raffaele Altavilla, da Umberto Silvagni
a Palermo Giangiacomi fino ad arrivare ai nostri giorni da Monsignor Mario
Natalucci a Chiara Censi che ha curato un volume specifico su Stamira).
Una vedova ebbe il coraggio di fare quello
che forse altri avrebbero dovuto: un atto estremo che mise a rischio la
sua vita per salvarne moltissime altre. Tutti lo sanno: diede fuoco alle
macchine da guerra degli invasori consentendo ad Ancona di avere quella
pausa che fu indispensabile per recuperare cibo e alleanze che insieme
scongiurarono la fine della città.
Sarà Chiara Censi, l'ospite più
giovane che il Vecchio Faro abbia mai avuto sino ad oggi, a parlare del
personaggio Stamira e degli avvenimenti del suo tempo.
Sarà la grande voce di Terenzio Montesi
a leggere le parti originali della storia per far riprovare antiche
emozioni e sarà Sandro Censi, che ancora una volta accompagnerà
ogni presente per le vie e le piazze anconetane del XII secolo, a far
riscoprire antichi scorci e antichi aneddoti.
La simpatica voce di Carlo Ceccati
presenterà questa prossima iniziativa, voluta da Monsignor Paolo
Paolucci Bedini, presidente dell'Associazione e da Francesco Nagni
anima del Vecchio Faro. Patrizia Falcioni reciterà poesie
sull'argomento.
L'incontro patrocinato dalla I
Circoscrizione sarà aperto dall'introduzione del Presidente Fiorello
Grammilano.
Appuntamento quindi al Teatro
Sperimentale SABATO 16 OTTOBRE 2004 alle ore 16,30.
Ogni anconetano dovrà esserci se vorrà
incontrare questa sua progenitrice che, leggenda o no, è certamente uno
dei nostri antenati più affascinanti: donna, madre, esempio di coraggio,
la sua fama rivive ancora dopo mille anni. |