l'Ancona di Nazarè

L'anima di Ancona con la poesia di Ernesto Marini e le foto di Sandro Censi - Domenica 7 maggio 2006 ore 16.30  Teatro Sperimentale - INGRESSO LIBERO

Introduce Fiorello Gramillano - Con Sandro Censi, Carlo Ceccati, Assunta Sisani, Severina Mazzanti, "Peppe" Bartolucci, Nando Di Gregorio

 

LE FOTO DELLA SERATA

 


Domenica 7 maggio al Teatro Sperimentale ll Vecchio Faro ha vissuto un'altra giornata di belle soddisfazioni.

Un grande successo di pubblico e di gradimento per lo spettacolo dedicato a "L'Ancona di Nazarè - L'anima di Ancona con la poesia di Ernesto Marini".

Dopo la presentazione di Carlo Ceccati ed il saluto del Sindaco di Ancona Fabio Sturani e del Presidente della 1^ Circoscrizione Fiorello Gramillano, si sono alternati sul palco Assunta Sisani, Severina Mazzanti, Peppe Bartolucci, Nando Di Gregorio che si sono alternati nella recitazione di alcune tra le più belle poesie di Nazarè, legate tra loro dal filo conduttore delle stupende immagini di Ancona vecchia, scovate negli archivi dal fiuto infallibile di Sandro Censi e presentate in collaborazione con Carlo Ceccati, una coppia ormai più che collaudata e di una simpatia unica.

Teatro stracolmo, fino all'ultimo ordine di sedili, grande allegria, tante risate ma anche momenti di emozione nel riascoltare dalla voce dei quattro grandi interpreti i versi delle più dolci e struggenti poesie di Nazarè.

Insomma, una conferma ed uno stimolo per Il Vecchio Faro a continuare sulla strada seguita fino ad oggi, nel coniugare la storia della nostra città con le tradizioni e la cultura del popolo anconitano.


Scoprire Ancona, conoscerla senza viverci, amarla senza conoscerla. È possibile? In alcune sfumature del suo carattere certamente si, se ad accompagnarci sarà la poesia di Ernesto Marini, "Nazare".

Scoprire Ancona per guardare qualcosa che spesso sfugge agli occhi abituati a vedere la città con uno solo dei nostri sensi, la vista, per poter invece immaginare con tutti gli altri  le vie, le pietre, la gente anconitana.

Un viaggio immaginario, si intende, che sarà possibile provare grazie al Vecchio Faro, che il 7 maggio 2006, ad Ancona, alle ore 16.30, al Teatro Sperimentale, terrà il suo, sempre atteso, appuntamento di primavera.

Sarà un momento per incontrarsi con Ancona attraverso la poesia di Ernesto Marini.  Per ascoltare parole vere, che arrivano diritte dove devono giungere per creare emozioni, far rivivere ricordi, far gioire e commuovere per lo stesso identico motivo.

Nazarè fa ormai parte della storia anconitana e da quando ci ha lasciato, nel 1989, il suo ricordo non è svanito.  Ernesto Marini è senza ombra di dubbio uno dei nostri poeti più cari perchè ha saputo raccontare la storia della città attraverso la sua "vera voce": il vernacolo.

Un uomo che nel caso di Nazarè tutti ricordano per la forza con cui ha saputo portare ovunque la necessità di non dimenticare, di non ripudiare il modo di parlare più spontaneo: quello che si scambia in famiglia, con gli amici, in tutti i momenti di libertà, per non rinunciare alle proprie origini, alla propria storia, alla propria cultura.

L'attività di Ernesto Marini fu la più ampia possibile, dalla radio, alla scuola, dai libri, agli incontri pubblici.

Ecco perché il Vecchio Faro ha deciso di dedicargli un incontro.  Per raccontare Ancona e gli anconitani attraverso la sua poesia.

Poesia che sarà una didascalia ideale alle immagini della città che Sandro Censi ha sapientemente scelto per aggiungere alle emozioni del cuore quelle degli occhi.

Carlo Ceccati presenterà l'evento mentre i versi delle poesie di Marini saranno letti dai noti personaggi anconitani Assunta Sisani, Severina Mazzanti, Giuseppe Bartolucci e Nando Di Gregorio.

Sarà un momento unico per rivivere situazioni, percorrere vicoli e strade, assistere a quella vita anconitana che Nazarè ci ha voluto raccontare.

Un sapiente gioco di immagini e voci quello che Francesco Nagni, anima del Vecchio Faro, e Don Paolo Paolucci Bedini, suo Presidente, hanno voluto programmare.

Per rievocare ancora una volta le parole, i volti e i sassi della nostra città.

Claudio Desideri

 


torna all'indice dell'archivio