la rocca del '300

sul colle dei Cappucini

Ancona da repubblica marinara a città papale

 

LE FOTO

DELLA SERATA

 

sabato 22 luglio 2006 alle ore 21,00

al Vecchio Faro  (colle dei Cappuccini)

 

Con Alessandro Aiardi, Sandro Censi, Alfonso Napolitano - Presenta Carlo Ceccati

 

Quante volte a noi che amiamo Ancona ci è capitato di pensare a come era la nostra città nei secoli passati. Quante volte abbiamo pensato agli anconitani che ci hanno preceduto nella storia. Come vestivano, come ragionavano, come vivevano. Quante volte sostando accanto ad un monumento o una chiesa abbiamo invidiato quelle antiche pietre che hanno potuto gioire degli eventi e delle feste o soffrire per i terremoti e le guerre. Forse in questa voglia di conoscere, di sapere cosa è successo nel tempo risiede la volontà di capire perché oggi Ancona è questa città. Di unire quel filo invisibile della storia tra noi ed i nostri antenati per scoprire di più un luogo, per comprendere il carattere dei suoi abitanti, per non dimenticare. Certamente in tutto questo risiede il sentimento che porta il Vecchio Faro a progettare, studiare, organizzare eventi che parlano di Ancona e della sua storia. E in questo sentimento risiede la infaticabile forza organizzativa di Francesco Nagni, anima del Vecchio Faro, che ha delineato il prossimo evento programmato da una associazione che sa riscuotere sempre più consensi per il suo costante impegno.

Il 22 luglio, nello splendido scenario del Parco del Cardato, all’ombra del vecchio faro si terrà l’incontro: “La Rocca del 300 sul colle Guasco dei Cappuccini. Ancona da Repubblica marinara a città papale”.

Progettata dallo storico anconitano Alfonso Napolitano la serata avrà inizio alle ore 21.30 e sarà presentata dalla ormai nota voce di Carlo Ceccati. Chi parteciperà sarà preso per mano ed accompagnato, attraverso la macchina del tempo, sotto le alte e splendide mura della rocca voluta da Albornoz nel 1300, il vescovo guerriero che riunì sotto lo Stato della Chiesa un gran numero di territori per confermare il potere temporale del Papa. Una rocca ai piedi della quale si stendeva una fiera città. Una rocca che gli anconetani distrussero per cercare una libertà sottratta. Ultima alzata di coda di una repubblica del mare che di li a poco sarà, e per altri cinquecento anni, città papale. E sarà la voce di Alessandro Aiardi, Direttore della nostra preziosissima Biblioteca comunale, a far respirare l’atmosfera di quei tempi con la lettura delle cronache scritte da Lazzaro Bernabei alla fine del 400.

"Adi septe del mese predato de martedì, venendo el capitano da Syrolo con le sue gente et Fermani, deliberato conseglo con li signori Antiani et Consegleri, el capitano comandò ad sono de trombe che tutto el populo de la città con arme, sappe, conchè, et altri ferri necessari devesseno assediare et circumdare la rocha da parte de fora, et cavare ad far fossi et antifossi….."

Un acconto, questo, preso dalle cronache dello storico Oddo Di Biagio che il Bernabei ripropone nel XV secolo e che rappresentano un documento unico della storia di Ancona. Storia che sarà raccontata anche dalle diapositive che Sandro Censi, responsabile dell’Archivio fotografico della Città, proietterà nel corso della serata per dare quella concretezza che solo le immagini riescono a trasmettere.

Sicuramente sarà una serata da non perdere. In un luogo che più di ogni altro rappresenta il fascino storico e naturale di Ancona. Sarà una serata dedicata quindi a tutti gli anconetani. A tutti coloro che desiderano conoscere sempre di più questa città.

Un grazie sentito al Parco del Cardeto che ospiterà l’evento ed alla Prima Circoscrizione, mecenate dell’iniziativa.

Questo appuntamento riveste una importanza particolare: è il primo appuntamento del Vecchio Faro senza Don Paolo Paolucci Bedini, il "nostro" Don Paolo, fondatore dell'associazione.

A lui rivolgiamo un grandissimo grazie; anche se non è più tra noi, la sua figura continuerà ad illuminare il percorso del Vecchio Faro, che proseguirà il proprio cammino anche nel suo ricordo.

 

Claudio Desideri


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