|

Presentazione
Era l'8 febbraio del 1797 quando i francesi
nei pressi della Montagnola si videro consegnare dalle guardie del Papa la
resa di Ancona. Due giorni dopo Napoleone Bonaparte entrava in città.
Si racconta che una delle prime azioni che
il generale francese fece, dalla sua residenza anconitana di Palazzo
Trionfi, fu quella di farsi portare l'immagine della Madonna del Duomo.
Voleva vedere da vicino un quadro di cui aveva già sentito parlare. La
sera del 25 giugno del 1796 era infatti avvenuto il prodigio secondo cui
l'immagine di Maria avrebbe mosso gli occhi dinanzi a centinaia di fedeli
che si erano radunati nella cattedrale proprio per pregare contro il
"flagello francese" che in quel periodo iniziava ad "abbattersi" nel
territorio italiano.
Ma se una parte di Ancona pregava per
tenere lontano Bonaparte un'altra sperava nella sua rapida vittoria.
E fu proprio questa parte della popolazione
anconitana che si diede alla pazza gioia la sera del 17 novembre del 1797
dopo che Ancona era diventata una nuova Repubblica indipendente. In questo
periodo storico la città fu più di una volta occupata, liberata,
riconquistata dalle truppe francesi che con quelle austriache, devote al
Papa, cercavano di allungare le mani sulle province dello Stato
Pontificio.
Come era Ancona in quegli anni e
soprattutto cosa significò per gli anconitani la presenza francese nella
nostra città. A queste domande, e a molte altre, risponderà Gilberto
Piccinini, Presidente dell'Istituto di Storia Patria delle Marche e
docente di Storia contemporanea all'Università di Urbino nel corso
dell'incontro organizzato dal Vecchio Faro su: "Ancona Francese".
Si potrà conoscere in maniera più
approfondita perché gli stemmi di pietra di alcuni palazzi anconitani sono
stati in quegli anni scalpellati; perché i conventi sono diventati da
allora (e lo sono restati per centinaia di anni), territorio militare;
perché fu costruito il fortino di Portonovo o perché c'era un profondo
legame che univa Ancona a Parigi sin dal quattrocento.
L'iniziativa, che sarà presentata da
Carlo Ceccati, si svolgerà sabato 21 ottobre
al Teatro Sperimentale
e come è nella tradizione sarà aperta a tutti.
A fare da scenario agli interventi di
Piccinini ci saranno le immagini di Ancona, scelte da Sandro Censi,
Responsabile dell'archivio fotografico della città, che ci racconterà
luci, ombre e aneddoti di un periodo che fu certamente importante per
l'Ancona del XIX secolo.
Un incontro che vede come sempre l'impegno
infaticabile di Francesco Nagni, anima del Vecchio Faro e
rappresenta il primo appuntamento del neo Presidente Don Paolo
Sconocchini che succede all'amato Don Paolo Paolucci Bedini da
poco scomparso,
Ad aprire l'incontro sarà il Presidente
della Prima Circoscrizione Daniele Barigelli.
Alessandro Aiardi, Direttore della
Biblioteca comunale leggerà alcuni brani tratti dai manoscritti
dell'Albertini conservati presso la Biblioteca Benincasa di Ancona. Sono
volumi scritti tra il 1756 ed il 1815 e raccontano la storia della città.
I volumi da cui Aiardi ha preso i versi che saranno letti sono la "Storia
di Ancona", "Ancona invasa dai Francesi" e "L'Assedio di Ancona del 1799".
A coordinare gli interventi ci sarà
Claudio Desideri.
Un appuntamento certo da non perdere per
chi vuole conoscere in maniera più approfondita la sua città e la sua
storia.
|
ANCONA FRANCESE
Le truppe
transalpine nella
città dorica dal 1797 al 1860
SABATO 21 OTTOBRE 2006 -
ore 16,30
ANCONA, TEATRO
SPERIMENTALE
Daniele Barigelli -
Presidente Prima Circoscrizione
Carlo Ceccati - Presentazione
Gilberto Piccinini
- Presidente dell'Istituto di Storia Patria delle Marche e docente di Storia contemporanea all'Università di Urbino
Sandro Censi -
Responsabile dell'archivio fotografico della città
Alessandro Aiardi -
Direttore Biblioteca comunale
Claudio Desideri -
Giornalista
Guarda la galleria fotografica
Com'è andata
...
Un
altro bel successo che la nostra Associazione culturale va ad
aggiungere alla
lunga lista di riuscitissime
iniziative svolte nel corso di anni di attività.
È
quella che si è svolta il 21 ottobre nel consueto scenario del
Teatro Sperimentale, incentrata sulla narrazione delle vicende
anconitane nel periodo in cui la città vedeva la presenza delle
truppe francesi, dal 1797 al 1860... segue
Come
ricordato da Claudio Desideri nella presentazione "… in quel
periodo storico la città fu più di una volta occupata, liberata,
riconquistata dalle truppe francesi che con quelle austriache,
devote al Papa, cercavano di allungare le mani sulle province dello
Stato Pontificio."
Un
periodo, dunque, denso di storia, eventi, aneddoti, che sono stati
snocciolati dai protagonisti della serata, dei quali ci sembra
giusto delineare i ruoli: cominciamo da Carlo Ceccati, che ha
presentato la serata con la sua bonaria e familiare presenza;
Claudio Desideri (giornalista), che dopo aver lavorato
all'organizzazione della serata, ha condotto il filo degli
interventi, stimolando con le sue domande le risposte di Gilberto
Piccinini (Presidente dell'Istituto di Storia Patria delle
Marche e docente di Storia contemporanea all'Università di Urbino)
che ha dato un senso al filo conduttore della serata: quale sia
stato il significato storico, sociale, culturale della presenza
francese ad Ancona.
I
dotti e densi interventi di Piccinini si sono alternati con inserti
di lettura di alcuni brani tratti dai manoscritti dell'Albertini
conservati presso la Biblioteca Benincasa di Ancona, brani che
l'affascinante voce di Alessandro Aiardi (Direttore della
Biblioteca comunale), con la sua scorrevole inflessione toscana, ha
reso limpidi e quasi familiari ai tanti anconitani che sono venuti
ancora una volta ad affollare le poltrone dello Sperimentale.
A
completare il quadro dei protagonisti della serata citiamo
l'immancabile Sandro Censi, che, tra simpatiche battute
vernacolari, ha materializzato sul maxischermo le immagini reperite
tra le pieghe dell'Archivio fotografico del Comune di Ancona,
consentendo così di riportare sul tessuto della città dell'800 le
vicende che hanno contraddistinto la storia di quel periodo.
Terminata la carrellata dei protagonisti diretti della serata non
possiamo dimenticare le altre presenze che stanno dietro l'attività
dell'Associazione Vecchio Faro.
Iniziamo dal nuovo presidente Don Paolo Sconocchini, che ha
raccolto l'eredità di Don Paolo Beducci Bedini, scomparso da
pochi mesi, per evitare la dispersione del grande patrimonio di
cultura che l'associazione ha regalato alla città in quasi venti
anni di impegno.
Va
poi ringraziato il Presidente della prima Circoscrizione Daniele
Barigelli, che ha voluto continuare nell'opera di appoggio
economico che da anni viene da questa importante istituzione
cittadina.
Ma
tutto ciò che Il Vecchio Faro riesce a produrre non sarebbe
possibile se a monte di tutto non ci fosse l'anima instancabile di
Francesco Nagni, propulsore di idee, che con il suo
coinvolgente entusiasmo riesce a far superare gli inevitabili
momenti di appannamento.
Un
ulteriore contributo viene all'Associazione dal sito
www.ilvecchiofaro.it, curato da Sauro Marini, che
da una bella visibilità sul web alle iniziative dell'Associazione,
diventando così uno strumento di diffusione e pubblicità degli
appuntamenti, oltre che una memoria storica di quanto è stato fatto
negli anni passati.
Senza infine dimenticare il lavoro forse meno evidente ma senz'altro
prezioso di Pio Svegliarini, che cura gli aspetti
organizzativi dell'Associazione, non meno importanti
nell'organizzazione generale, districandosi tra le regole.
Abbiamo voluto lasciare per ultimo, ma solo per fare il cosiddetto
"botto finale", quello che riesce ad assicurare il sostentamento
dell'associazione, lo sponsor
Claudio
D'Orazio Assicurazioni, che in virtù dell'amore per la sua e
nostra città, e per l'amore della cultura e della storia, da anni
ormai sostiene finanziariamente le nostre iniziative, dando la
indispensabile sponda economica senza la quale le tante belle
realizzazioni non sarebbero state possibili.
Insomma, una bella "armata" che, grazie all'impegno di tutti,
continuerà ancora a portare la storia e la cultura di Ancona in
mezzo agli anconitani.
Sauro Marini
torna all'indice dell'archivio
|