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Galileo Emendabili
Un artista
anconitano in Brasile
IMMAGINI DELLA
SERATA

Per tutta la sua vita ha sognato di ritornare nella sua amata
Ancona, riabbracciare i familiari e gli amici, rivedere i luoghi in
cui aveva iniziato a creare le sue opere. Luoghi che aveva
abbandonato con dolore portandosi dietro la cosa più preziosa che
aveva: l’arte della scultura.
Stiamo parlando di Galileo Emendabili, l’uomo che più di altri
identifica la scultura anconitana e che per colpa della storia, ha
lasciato alla sua città natale pochissime opere. La sua produzione
infatti è tuttora per la massima parte in America Latina, in quel
Brasile che nel 1923 l’accolse profugo e lo elevò ad uno dei suoi
più grandi artisti. Purtroppo si è come di fronte a quei casi in cui
la storia, una guerra, un’invasione, una rivoluzione sottrae le
opere d’arte di un paese e le porta in un altro, con la differenza
che in questo caso non si può e mai si potrà, chiedere indietro le
opere trafugate.
E
si, certamente a noi anconitani resta il rimpianto di non aver
potuto avere un’arte così tipica del tempo come lo è quella dei
primi anni del '900. A noi resta una minima traccia lasciata
dall’artista anconitano alla sua città ma anche e soprattutto, la
responsabilità di ricordarla. Perché purtroppo, come spesso accade,
chi lascia la sua terra, anche se per motivi più che giusti, cade
nell’oblio per quel strano risentimento che ogni luogo riserva a chi
l’abbandona senza mai far più ritorno. Quasi come se volesse
dimenticare per non soffrire della perdita.
Ma
oggi dopo molti anni il Vecchio Faro ha deciso di dedicare un suo
incontro a questo personaggio e alla sua produzione artistica
passando attraverso la vita dell’Ancona di quegli anni. Domenica 27
settembre, alle 16.30, nella sala dello Sperimentale di Ancona, si
parlerà di Galileo Emendabili.
Grazie all’impegno di Francesco Nagni, che da anni è la colonna
portante dell’Associazione, si potrà rileggere una pagina importante
della vita anconitana. Si potranno, grazie alla ricerca iconografica
fatta da Sandro Censi, Responsabile dell’Archivio fotografico della
Città, vedere foto inedite delle opere del grande artista, dei
momenti della sua vita e di Ancona com’era in quei primi anni del XX
secolo.
A
presentare l’incontro, ci sarà Carlo Ceccati, "la Voce" del Vecchio
Faro. Relatori saranno gli storici Antonio Luccarini, Terenzio
Montesi e Giuseppe Barbone. L’appuntamento è certamente da non
perdere. Sarà un unicum nella vita culturale anconitana perché
rappresenta non solo un modo per ricordare questo grande scultore,
ma anche la possibilità di vedere tutta la sua produzione artistica
che, per quanto virtuale, sarà solo per questa occasione - e solo
per noi - riunita.
Claudio Desideri
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