DOMENICA 27 OTTOBRE

"PORTA CALAMO E DINTORNI"

Rodolfo Bersaglia, Carlo Ceccati, Sandro Censi, Claudio Desideri,

Antonio Luccarini, Peppe Bartolucci e la partecipazione di "Rana"

 

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PRESENTAZIONE

 

Torna l'atteso appuntamento autunnale del Vecchio Faro dedicato alla storia di Ancona. Domenica 27 ottobre allo Sperimentale immagini e vicende legate alla nota porta anconetana e ai suoi dintorni.

"Calamos" parola greca che significa canna. E da questo termine ha preso il nome la fontana del Calamo, in origine, collocata in una zona paludosa piena di canne che dalla valle della Pennocchiara, l'attuale zona piazza Cavour, arrivava sino al mare ospitando nel suo seno un florido torrente. Costruita nei primi anni del 1400, la fontana, anche detta delle Tredici Cannelle, fu data inizialmente in uso ai lanai per la lavorazione dei filati.

Smembrata nel XVI secolo, come è abitudine ad Ancona trattare le opere architettoniche, per utilizzare la pietra nella costruzione del nuovo Palazzo governativo di Piazza del Plebiscito, viene risistemata secondo il progetto dell'architetto Pellegrino Tibaldi.  Un progettista molto in voga a quel tempo che seguì anche interventi alla Loggia dei Mercanti, a San Francesco alle Scale, a Palazzo Ferretti e Palazzo Bosdari.

Accanto a questa fontana, uno dei simboli più amati del capoluogo dorico, vi era una porta di accesso alla città detta appunto Porta Calamo. Anche questa sarà abbattuta nel 1864, come tante altre porte di Ancona, per consentire l'espansione della città.

Quale triste storia quella anconitana, molto simile a quella di Prometeo, che la vede essere condannata ad assistere alla distruzione nei secoli dei suoi palazzi, delle sue chiese, dei sui monumenti per poi vederli ricostruiti o purtroppo, in molti casi, del tutto dimenticati.

Solo per evidenziarne una, il Consiglio comunale di Ancona dedicò una sua seduta, nell'immediato dopoguerra, per discutere se restaurare o abbattere e ricostruire da nuovo la Cattadrale gravemente colpita dai bombardamenti. La sorte fu magnanima nei confronti di San Ciriaco, non lo fu con il Teatro delle Muse, con parte delle mura medioevali del Porto, con Palazzo Trionfi.

Il Vecchio Faro, sicuramente in controtendenza con questa dolorosa "consuetudine" anconitana, da sempre vuole far ricordare e conoscere a tutti la storia, la cultura e le tradizioni di Ancona.

Don Vincenzo Di Rienzo, Don Paolo Paolucci Bedini, Giorgio Occhiodoro e Vincenzo Pirani si dedicarono per anni a questo scopo senza alcun fine se non quello di far amare agli anconitani la loro città.  Conoscerla significa infatti capirla e apprezzarla di più.

Ecco perché anche in questo 2013 il Vecchio Faro ha organizzato, su impulso dell'infaticabile Francesco Nagni e del Presidente, Don Paolo Sconocchini, l'evento che si terrà domenica 27 ottobre, alle ore 16.30, al Teatro Sperimentale.

Sandro Censi colonna portante dell'associazione proietterà una serie di immagini legate all'ambiente in cui era situata Porta Calamo e ai dintorni che salivano verso le mura da un lato sino al Cardeto e dall'altro a Capodimonte.  L'Ancona urbanistica del '500 e le successive evoluzioni.

A presentare sarà la voce inconfondibile di Carlo Ceccati mentre il Prof. Antonio Luccarini e il Prof. Rodolfo Bersaglia affronteranno la storia cittadina legata alle porte e alle fortificazioni anconitane di quel periodo, usi e costumi, dell'Ancona compresa tra il XIII e il XVI secolo.

A coordinare il giornalista Claudio Desideri.

Il pomeriggio assisterà anche a momenti dialettali con le imperdibili interpretazioni di "Peppe" Bartolucci e di "Rana".


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